giovedì 22 gennaio 2015

Per le figlie e per le spose, Zambito commuove e fa sorridere

La sua Siculiana. Poi Alia, Montedoro. Adesso Sciacca. Sono alcune tappe del tour di presentazioni del libro Per le figlie e per le Spose, opera dello scrittore Peppe Zambito edita da Armando Siciliano. Il libro viene presentato a Sciacca venerdì 23 gennaio 2015, con inizio alle ore 18, al Circolo di Cultura di Sciacca. A presentare l'opera e a conversare con l’autore, sarà la scrittrice Anna Burgio che ha curato la prefazione. In programma gli interventi dello scrittore Raimondo Moncada, della poetessa Evelina Maffey. Leggeranno brani del libro Agnese Sinagra, Anita Lorefice e Raimondo Moncada.

Con Per le figlie e per le spose lo scrittore siculianese Peppe Zambito lancia un nuovo genere letterario: il “raccomanzo”. Romanzo e racconto si saldano in una narrazione unica, con tante storie e tanti personaggi che le attraversano uniti da un filo conduttore comune e un luogo: Torre Salsa, la riserva naturale che si estende tra Siculiana e Eraclea Minoa.

Dentro c’è la Sicilia, con le sue meraviglie, le sue contraddizioni, le sue altezze e i suoi precipizi. Con i suoi sentimenti forti, con l’incanto dei suoi paesaggi. L’autore è abile a dipingere i personaggi e a farli vivere dentro quadri ora drammatici ora grotteschi.  


“Peppe Zambito – scrive Anna Burgio nella prefazione all’opera – mescola realtà e fantasia, illusione e disillusione, con lo stile accattivante e coinvolgente che gli è proprio. Ci mette di fronte alle contraddizioni dell’esistenza e alle difficoltà che spesso incontriamo nell’attraversarla tutta, e il sorriso che ci strappa spesso ha il sapore amaro, come alcune piante di Torre Salsa”.

Il contagio dei camminatori, con un popolo in fuga

Mogli che lasciano i mariti. Mariti che si separano dalle consorti. Genitori che abbandonano i figli a casa. Per ritornare migliori. Uniti e solidali, come in guerra, dalla stessa parte. Convinti di vincere la battaglia quotidiana, con la pace dentro. Si vince e si rientra a casa, nella normalità. Scarichi, ma arricchiti. 
Succede a Sciacca, la città dalle miracolose acque termali. Da un anno monta sempre di più il fenomeno dei cosiddetti “camminatori”. Ha preso piede quasi all'inizio dello scorso anno, intorno a febbraio 2014, quando un ristrettissimo gruppo di amici ha pensato bene di lanciarsi in questa nuova e rivoluzionaria avventura, in fuga dalla schiacciante routine. Persone normali, appesantite dalla sedentarietà, che un bel giorno hanno aperto gli armadi e recuperato impolverate tute e scarpette da ginnastica, hanno spento la tv e si sono messe a camminare ad andatura sempre più veloce.
Da allora, di giorno in giorno, di mese in mese, con un contagioso passaparola, quel gruppetto di amici è diventato un esercito agguerrito. Che marcia, per stare bene con se stessi e con gli altri: è questo il trofeo. A Sciacca c’è ora un popolo di camminatori che si dà appuntamento la sera alle 20,45 nel nuovo quartiere di contrada Perriera per poi incamminarsi, a passo sempre sostenuto, lungo percorsi improvvisati ma suggestivi, decisi sul momento, illuminati dalle luci artificiali dei Led.
Due sere a settimana, il martedì e il giovedì, a cui si è aggiunto da qualche settimana anche un terzo appuntamento: la domenica mattina per camminate fuori porta.

“Siamo in tanti”, mi dice un amico aggregatosi da poco ed entusiasta dell’esperienza. “Impiegati, casalinghe, professori, operai, commercialisti, muratori, addetti di supermercato… Di tutto, di più. Di qualsiasi età e di qualsiasi posizione professionale e sociale. Ci unisce la passione, il piacere di una salutare passeggiata, che fa bene al corpo e fa bene alla mente. Scarichiamo le tossine che ci avvelenano, consumiamo calorie di troppo che ci fanno ingrassare.
Sudiamo, ci divertiamo, saldiamo amicizie, riscopriamo le meraviglie della nostra città. Tutto questo a piedi e non in macchina, in un tempo che si rallenta come qualche decennio fa, senza la distrazione dei cellulari, in contatto con la nuda terra e le antiche mura”. 
Il martedì e il giovedì sera si sceglie un percorso urbano, dentro la città. Si preferisce il centro storico perché si presta con i suoi saliscendi, le sue scalinate, i suoi stretti vicoli, le sue piazze, i suoi paesaggi sempre cangianti: San Michele, il castello Luna, Corso Vittorio Emanuele, Piazza Scandaliato, Viale delle Terme, la Marina…
C’è gente che aspetta il nostro passaggio affacciata alle finestre e ai balconi. È diventato uno spettacolo vedere passare negli stretti vicoli un centinaio di persone in marcia, che camminano a passo veloce, apparentemente senza un perché, squarciando il silenzio della notte”.
In base ai saliscendi, alle difficoltà del tracciato, alle riserve di fiato, all’età dei partecipanti, si coprono fino a 12 chilometri in un’ora e mezza. Di giorno in giorno, le prestazioni migliorano. Ma non è questo che conta.   
La domenica mattina sono di meno. La partecipazione si dimezza. E si decide, se il tempo permette, di uscire fuori città. L’ultima escursione ha avuto come destinazione la località balneare di San Giorgio, non per comode strade asfaltate, ma attraverso itinerari accidentati di campagna, a riempirsi i polmoni con i profumi dell’azzurro mare. 
I camminatori col tempo si sono pure organizzati. Hanno una pagina e un gruppo chiuso su Facebook “Camminare per passione” e hanno anche un gruppo chiuso su WhatsApp per comunicazioni veloci. Condividono pure iniziative di solidarietà, come è successo lo scorso Natale. 

Un popolo in marcia, per ritrovarsi e riempirsi di vita, di salute, di storia, di natura, di umanità.

lunedì 19 gennaio 2015

Pirandello e la libertà dell'uccello di Liolà


"Un sugnu oceddu di gaggia. Oceddu di volu sugnu: oj ccà, dumani ddà; a lu suli, all'acqua, a lu ventu - cantu e mi 'mmriacu; e nun sacciu si mi 'mmriaca cchiù lu cantu o cchiù lu suli..."


Luigi Pirandello (da Liolà)

domenica 18 gennaio 2015

Odiose scritte murali, da punire

Odiose scritte. Inneggianti a questo e a quello. Le mura delle città, i piloni dei  viadotti, le pareti delle scuole, ogni giorno vengono fatti oggetto di atti vandalici con l’arma rovinosa dello spray. Colori ovunque: rosso, nero… Parole ovunque. Simboli ovunque. Minacce ovunque. Desideri, aspirazioni, cuori, nomi, disegni, fumetti… e scritte, alcune delle quali non si possono neanche riportare tanto sono volgari, empi, o sostenitrici di ideologie messe al bando dalla storia.  

Ma ci sono scritte e scritte. Ci sono quelle che ti colpiscono per la carica di odio antisemita, odio ideologico, odio religioso, odio razziale. E ci sono scritte che ti colpiscono per la loro carica umana, per la loro sensibilità, per la loro delicatezza, per la loro tenerezza.

Ne abbiamo trovata una, sul muro di un paese della provincia di Agrigento dove si legge “SEI L’INIZIO DELLA VITA CHE VORREI”. A fianco ancora una frase: “MI MANCHI” e la firma “C.” che potrebbe essere Carmelo o Carmela, Claudio o Claudia, Cesare o Cesara ecc.  oppure Cuore.  

Sono scritte che imbrattano in maniera sconsiderata il paesaggio urbano, scritte vietate, scritte che deturpano i beni monumentali (sono presi di mira antiche statue, panchine, chiese, pavimenti ecc). Gesti punibili e da punire.

Ma ci sono scritte e scritte. Immagino la responsabile o il responsabile della frase riportata nella foto punito/a con un bacio. 


Raimondo Moncada

venerdì 16 gennaio 2015

Leggere è rubare, Daniel Pennac

MARTA KISS. Roman (In The Kirchen 2)
85x100cm / oil, canvas
2010
A ben vedere, nessuno ha mai tempo per leggere.
La vita è un perenne ostacolo alla lettura.
Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. (Come il tempo per scrivere, d’altronde, o il tempo per amare.)
Rubato a cosa?
Diciamo, al dovere di vivere.
Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.
Se dovessimo considerare l’amore tenendo conto dei nostri impegni, chi ci si arrischierebbe?
Chi ha tempo di essere innamorato? Eppure, si è mai visto un innamorato non avere tempo per amare?
La lettura è, come l’amore, un modo di essere.
La questione non è di sapere se ho o non ho tempo per leggere (tempo che nessuno, d’altronde, mi darà), ma se mi concedo o no la gioia di essere lettore.


Daniel Pennac, Come un romanzo (Feltrinelli editore)


Nella foto, un quadro a olio della pittrice ungherese Marta Kiss, tratta dal suo SITO personale.  


giovedì 15 gennaio 2015

Campagna contro i pregiudizi sui siciliani, tranne a quelli sulle olandesi

“Puoi esserti diplomato all’università della Legalità con il massimo dei voti, la lode e il bacio in bocca con la lingua. Non c’è nulla da fare: il siciliano, per il solo fatto di essere nato in Sicilia, è mafioso e basta. La mente umana, per pigrizia, tende a generalizzare. I siciliani sono così tutti mafiosi come gli africani sono tutti venditori di accendini e le olandesi sono tutte bone e te la danno con faci­lità”. 

Citazione tratta dal romanzo 



"Quando mi capita di andare all'estero e intuiscono dal mio accento il luogo di provenienza, mi fanno sempre la stessa inascoltabile battuta sulla Sicilia, ridendo. È scientifico e non ci resto benissimo. Morte ai pregiudizi diffamanti. Tranne a quelli olandesi, ovviamente”. 


Orologi atomici fermi un secondo, sarà un anno lungo

Strano 2015. Il tempo del mondo non batterà per un istante. Prima dell'estate. Gli orologi si fermeranno. Quest’anno si dovranno fermare per un secondo. E non si fermeranno gli orologi qualsiasi, quelli di casa o quelli che portiamo al polso o quelli dei cellulari. Si fermeranno i misuratori della scienza, quelli più precisi, quelli che segnano per tutta la popolazione planetaria il trascorrere del tempo. Sono i 350 orologi atomici esistenti al mondo. Si fermeranno il 30 giugno (il primo luglio in Italia). 

Perché?  

Perché dovranno attendere il “ritardatario” e vecchio pianeta Terra, “il cui movimento di rotazione – apprendiamo – viene progressivamente rallentato dall'attrito di oceani, maree e atmosfera”. “Accade periodicamente, ma è impossibile prevedere a quali intervalli”, spiega Patrizia Tavella, responsabile del gruppo dell'Istituto Nazionale di Ricerca in Metrologia (Inrim) che genera l'ora esatta in Italia.

Tutto ciò significa, alla “fimminina”, così come si dice in Sicilia, che l’anno in corso, il 2015, sarà più lungo di un secondo rispetto agli anni che lo hanno preceduto. Chi ha un lavoro lavorerà, dunque, di più. Chi non lavorerà, starà a non fare nulla per un secondo in più. E questo secondo in più, sempre alla “fimminina”, non entrerà nelle buste paga. Non sarà conteggiato neanche ai fini pensionistici. 

Il cuore dell'uomo avrà una pulsazione in più o lo dovremmo arrestare? 

Lo spostamento delle lancette potrebbe provocare effetti indesiderati, non alla salute (nausea, vomito, stordimento, mal di pancia, flatulenza ecc.), ma ai sistemi informatici. “L’ultima volta che fu effettuato un cambiamento, il 30 giugno 2012, - leggiamo su Il Giornale – molti computer andarono in tilt, bloccandosi per minuti e, in qualche caso, anche per ore. A rischio ci sarebbero anche i sistemi di aeroporti, borse e agenzie spaziali”.

Apprendiamo sempre da Il Giornale, che l'unità di misura del tempo, ossia il secondo, è stata definita sulla base degli orologi atomici. “In questo modo, però, si rischiava di perdere l'accordo con la rotazione della Terra. Si decise allora per un compromesso, fermando ogni tanto il ticchettio degli orologi perché la Terra arrivi al passo. Il secondo in più, chiamato "secondo intercalare", è stato introdotto il 30 giugno 1972 (il primo luglio per l'Italia). Da allora è accaduto per 25 volte, l'ultima delle quali nel 2012”.


Basta un solo secondo a cambiarti la vita, un solo secondo a sconvolgere il pianeta Terra. 

Raimondo Moncada
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...