martedì 14 giugno 2016

Inycon si tinge di blu al Cortile 34: vini, spettacoli e tanta solidarietà

Inycon, la festa del vino di Menfi, quest’anno si tinge di blu al Cortile 34. L’Istituto “Walden” onlus, l’associazione di familiari “Aut-Out”, la sezione provinciale di Agrigento della Lilt e le Cantine Barbera,  tra i tanti cortili di Inycon, hanno preso in consegna il Cortile 34 per promuovere una campagna di sensibilizzazione finalizzata alla raccolta di fondi destinata all’avvio di percorsi ri-abilitativi e di integrazione sociale per bambini affetti da disturbi dello spettro autistico.
Inycon, dunque, va oltre il vino e abbraccia la solidarietà.
Da venerdì 17 a domenica 19 giugno, si darà sapore alla speranza. All’interno del Cortile 34 ci saranno degustazioni, assaggi di parole, spettacoli musicali e laboratori con la partecipazione di artisti, gruppi musicali, animatori, librai. Un evento nell’evento.  
Gli organizzatori del Cortile 34 invitano, pertanto, i visitatori di Inycon a partecipare attivamente alle varie iniziative e a sostenere con forza la campagna di sensibilizzazione: "Se gustiamo la solidarietà, daremo più sapore al mondo". 

IL PROGRAMMA DEL CORTILE 34

Venerdì 17 giugno, ore 20.30
Coro polifonico delle Terme di Sciacca diretto dal maestro Riccardo Plaia.

Sabato 18 giugno, ore 20.30
"Ciàtu" cunti e canti di Sicilia con Ezio Noto, Raimondo Moncada, Lucia Alessi e il gruppo Disìu.

Domenica 19 giugno, ore 20.30
"Libertina" libreria itinerante, laboratorio creativo per bambini e ragazzi con Giovanni Lauritano e Angelo Riccobene. 

Durante le tre serate, degustazioni di vini e prodotti tipici locali. 

domenica 29 maggio 2016

I fantasmi col carretto nella discesa della morte

Pezzi di tavole di legno assemblate con chiodi da 6 centimetri e almeno tre cuscinetti a sfera di auto. Tutto qui. Era la playstation della mia generazione. Non c'era internet, non c'erano i Social, non c'erano gli smartphone. Il gioco era la strada, il quartiere. I bambini, i ragazzi, non si ritrovavano su Facebook, su Twitter, su Instagram. Ma in un cortile, in un vicolo, in una piazza. Non si raccontavano la vita pubblicando foto della propria vita, ma la vita la vivevano senza fotografarla, giocando, inventandosi con niente il divertimento della giornata. 
Tra questi giochi semplici, poveri, ma ad alto contenuto ludico e sociale, c'era u carrettu: una tavola di circa 60-70 centimetri dotato di due cuscinetti laterali e un manubrio, sempre di legno, con un cuscinetto più grande che si andava a chiedere in un'officina meccanica oppure o spasciu (sfascia carrozze). 
Ne ho parlato proprio in questi giorni con il giornalista e storico Elio Di Bella, amante di Girgenti, ritrovandoci ad Agrigento in occasione dello spettacolo dedicato alla Luna. 
Parlandone si è rimessa in movimento la pellicola della memoria. 

Il primo carretto me lo ha costruito mio padre. Avevo quattro-cinque anni. E abitavo nel cuore del centro storico di Agrigento, in Vicolo Seminario, sotto la Cattedrale (quando il centro storico era vivo, pure nelle pietre e nei profumi dei giardini d'aranci e nespole). E ricordo le mie prime corse, col mio primo carretto, lungo la discesa del Duomo, assieme ad altri bambini, tanti bambini, con cui cominciavo a fare amicizia. Tra loro anche i miei compagnetti dell'asilo delle suore di Sant'Antonio. 
Una festa. 
Tutti col carretto e a chi era più veloce, a chi arrivava per primo in piazza Don Minzoni, lungo un percorso di trecento metri circa. 
I genitori ci facevano fare, senza alcuna paura. Tutto era così protetto e senza auto. Non c'era alcun pericolo. Solo per San Calò, per le processioni o per funzioni religiose il divertimento si fermava. 
Lo stesso gioco l'ho ritrovato trasferendomi un anno dopo in periferia, al Villaggio Mosè, quando c'erano solo pochissime abitazioni. E qui ho trovato altri bambini, altri ragazzi, ancora più competitivi. Il gioco era molto sentito e partecipato. Si organizzavano serie competizioni e c'era chi vantava l'utilizzo di materiali o di lubrificanti speciali per migliorare pure le prestazioni del carretto. Ricordo pure che qualcuno aveva aperto officine per costruire, migliorare, truccare carretti. Da non credere, però i campioni erano sempre gli stessi. La pista questa volta era molto più lunga e pericolosa rispetto al Duomo, ma tanto esaltante: è l'attuale discesa che dalla vetta della collina Mosè giunge fino all'incrocio con la strada statale 115. Allora era solo campagna e olivi saraceni. Ora tutto case. 
Quanti eravamo! Il mio ricordo conta più di una cinquantina di piloti di Formula Carretto che si lanciavano all'impazzata su quella discesa ripida, con curve a gomito e un rettifilo finale mozzafiato. 
Eravamo dei folli. Ma felici e con niente. 
Quando mi capita di ritornare in quei luoghi vedo e sento solo ricordi. A volte anche i fantasmi di allora (i più grandi mi spaventavano raccontandomi di residenti dell'altro mondo in una delle case vecchie sulla collina Mosè: sono sicuro che anche loro avranno avuto un carretto e giocavano insieme a noi, proteggendoci, nella discesa della morte). 

Raimondo Moncada 
www.raimondomoncada.blogspot.it

venerdì 27 maggio 2016

Ciaula tocca per la prima volta la Luna, è record

Un record. Sono detentore di un record mondiale. È la prima volta che al caruso "Ciaula" di Luigi Pirandello viene fatta non solo scoprire ma addirittura toccare la Luna. 
Ne sono convinto e non per scienza. 
Alla meravigliosa novella "Ciaula scopre la Luna" ho dato voce ieri sera, alle Fabbriche Chiaramontane di Agrigento, aprendo la conferenza-spettacolo in occasione dell'esposizione della pietra prelevata dalla Luna durante la missione di Apollo 14. 

Una serata piena di emozioni, coinvolgente, condotta da Egidio Terrana e Chiara Mangione che ha visto la partecipazione, appassionata e competente, di due grandi studiosi: Luigi Pizzimenti e Paolo D'Angelo. Nel loro racconto, le missioni sulla Luna, i protagonisti, gli episodi inediti, la storia della pietra lunare arrivata dall'America ad Agrigento, la sfida dell'uomo ai propri limiti.  
Una serata voluta da Tommaso Parrinello e organizzata dall'Associazione Notte con Le Stelle, che si è aperta con la poesia di Ciaula, che scopre e tocca la Luna, e si è conclusa con la poesia d'amore di grandi autori a cui ha dato voce Lia Rocco. 
Un record assoluto. Un sogno (non mi contraddite, vi prego!). Sono emozionato. Finirò sul Guinness dei primati e sui libri di storia. Mai però sulla Luna. Mi è bastata toccarla. 

Raimondo Moncada
www.raimondomoncada.blogspot.it 

P.S. 
La foto della pietra è di Lucia Alessi. Le altre immagini fanno parte della fotogallery di Salvatore Alfano che, con un servizio a corredo, sono pubblicate sul sito del giornale Malgrado Tutto

IL LINK 
http://www.malgradotuttoweb.it/agrigento-capitale-lunare-deuropa/

Premio "Alessio Di Giovanni", scadenza 31 maggio per invio poesie e racconti

Il 31 maggio si chiude. È il termine ultimo per partecipare alla XIX edizione del Premio Nazionale di Letteratura “Alessio Di Giovanni”. Ancora pochi giorni per inviare, tramite posta, i racconti e le poesie. Scrittori e poeti possono concorrere  inviando componimenti scritti sia in lingua italiana che in siciliano.  
Gli elaborati vanno inviati entro il 31 maggio 2016 all’Accademia Teatrale di Sicilia “Premio Alessio di Giovanni”, Piazza Cesare Sessa n. 21, 92015 Raffadali (Prov. Agrigento). Il bando integrale è visionabile e scaricabile nel sito internet: www.alessiodigiovanni.blogspot.it 


Di seguito, si riporta integralmente il bando:  


ACCADEMIA TEATRALE DI SICILIA
Premio “Alessio Di Giovanni” 2016
Bando XIX edizione
L’Accademia Teatrale di Sicilia bandisce la XIX edizione del Premio Letterario Nazionale “ALESSIO DI GIOVANNI” 2016.
Il premio si articola nelle seguenti sei sezioni:
1) Poesia in lingua siciliana;
2) Poesia in lingua italiana;
3) Racconti in lingua siciliana;
4) Racconti in lingua italiana;
5) Sezione Speciale nazionale;
6) Sezione Scuole.
Possono partecipare alle sezioni 1 e 2 gli autori che inviano una sola poesia che non superi le settanta righe dattiloscritte. La poesia dovrà essere in cinque copie; nella stessa busta si possono inviare sia la poesia in lingua siciliana che quella in lingua italiana. Acclusa dovrà esserci un busta più piccola ben chiusa dove saranno le generalità, l’indirizzo postale, l’email e il recapito telefonico del poeta.
Possono partecipare alle sezioni 3 e 4 gli scrittori che inviano un solo racconto che non superi le tre pagine dattiloscritte (orientativamente 2.000 parole con carattere di dimensioni 12 Times New Roman e interlinea 1,15). Il racconto dovrà essere in cinque copie; nella stessa busta possono inviare sia il racconto in lingua siciliana che quella in lingua italiana. Acclusa dovrà esserci una busta più piccola ben chiusa dove saranno le generalità, l’indirizzo postale, l’email e il recapito telefonico dello scrittore.
Gli elaborati non si restituiscono. È vietato qualsiasi segno sui fogli che contengono le opere. Non sono ammesse opere che abbiano vinto nelle passate edizioni.
È previsto un contributo di partecipazione di 5 euro per concorso spese. La somma potrà essere acclusa nella busta con la quale si invia l’opera (se nella stessa busta ci sono due opere - italiano e siciliano - bisogna accludere 10,00 euro). Gli elaborati vanno inviati entro il 31 maggio 2016 all’Accademia Teatrale di Sicilia “Premio Alessio di Giovanni”, Piazza Cesare Sessa n. 21, 92015 Raffadali (Prov. Agrigento).
Il giudizio della Commissione è insindacabile. I primi tre classificati per sezione sono tenuti ad essere presenti alla cerimonia di premiazione.
La partecipazione al concorso implica l’accettazione di tutte le norme del bando.
Per la sezione al punto 5, una commissione deciderà i premi speciali per i seguenti settori: teatro, cinema, comunicazione, tradizioni popolari, impegno sociale, musica, canto, narrativa, storia patria, saggistica. La cerimonia di premiazione avrà luogo entro la prima decade di settembre 2016. Saranno avvisati tramite lettera solo i vincitori e gli eventuali segnalati.


Sito web del concorso: www.alessiodigiovanni.blogspot.com

mercoledì 25 maggio 2016

Mafia ridens a Gela, quante lezioni tra i banchi della "Mattei"

Un ritorno tra i banchi con tante lezioni. Per la prima volta, il romanzo Mafia ridens (ovvero il giorno della cilecca) viene presentato (meglio: raccontato!) alla presenza dell'autore dentro una scuola. È successo questa mattina a Gela, nell'aula magna dell'istituto comprensivo "Enrico Mattei". La presentazione-racconto è stata inserita come evento nelle Giornate della Legalità promosse per tutta questa settimana dal dirigente scolastico Agata Gueli. Ed è stata la preside o il preside (così li chiamavo ai miei tempi) che mi ha impartito la prima lezione: "I libri non si presentano, si raccontano". Altra lezione dell'insegnante Agata Gueli: un gesto spontaneo, quando ha visto cadere ai miei piedi (si è spaventata?) una pianta con bellissimi fiori azzurri. Non ha aspettato l'arrivo di un collaboratore scolastico. La preside si è alzata di scatto ed ha "aiutato" la pianta a rialzarsi, amorevolmente, sistemando il vaso in una posizione più stabile assieme al collaboratore scolastico accorso (ai miei tempi: il bidello). 

Altra lezione dagli studenti, che per più di un'ora hanno seguito con attenzione, partecipazione e in religioso silenzio (a un certo punto ci siamo zittiti tutti per sentire all'unisono i nostri respiri). Un'altra lezione mi è arrivata da dieci ragazzi che si sono alzati dalle loro sedie per sottopormi a turno a simpatico "interrogatorio" con domande puntuali, formulate dopo aver letto e studiato in classe il libro (la "Mattei" è la terza scuola che, per progetti sulla legalità, ha adottato il romanzo dopo la scuola teatrale del Dilemma e la scuola media "De Pasquali" di Licata che mi hanno regalato in questi giorni grandi emozioni portando in scena brani tratti da Mafia ridens). 

Il confronto con i ragazzi è stata un'esperienza per me unica e formativa. Un momento diverso di comune riflessione e di crescita. Ritorni piccolo dentro una scuola che non lasci mai (nel senso buono della metafora).
Grazie al dirigente scolastico Agata Gueli che ha organizzato un'intera Settimana di Legalità, densa di iniziative, in una scuola modello e piena di luce; al giornalista e scrittore Andrea Cassisi  che ha condotto brillantemente l'incontro anticipandomi pure una sua prossima pubblicazione con una emozionante storia di amicizia che ha tra i due protagonisti Andrea Camilleri; all'amico Angelo Bonanno (abbiamo condiviso indimenticabili giornate a Rta, Radio Trasmissioni Agrigento, in altre epoche) che mi ha onorato della sua presenza affettuosa e di alcuni scatti (non di nervosismo, ma solo fotografici). Grazie ai giovani di Gela e ai loro insegnanti, per le lezioni e la calorosa accoglienza. 

Raimondo Moncada 
www.raimondomoncada.blogspot.it 

martedì 24 maggio 2016

Mafia ridens alle Giornate della Legalità di Gela

La presentazione di un libro. La proiezione di un film. Il libro è Mafia ridens (ovvero il giorno della cilecca), il film Generazioni a confronto. Sono solo due degli avvenimenti inseriti in un’intera settimana dedicata alla legalità, ai diritti, all’impegno civile, all'educazione civica, promossa a Gela dall’istituto comprensivo statale “Enrico Mattei”.  
La scuola, diretta dalla dirigente Agata Gueli, ha organizzato le “Giornate della legalità”. Ogni giornata ha ospiti, avvenimenti e temi diversi. Lunedì 23 maggio “Legalità e ambiente”, martedì 24 maggio “Costruiamo la pace”, mercoledì 25 maggio “Riflettiamo sulla mafia”, giovedì 26 maggio “Il diritto di avere diritti”, venerdì 27 maggio la giornata conclusiva con l’inaugurazione di nuovi spazi didattici. Ci saranno confronti, dibattiti, incontri con l’autore, presentazione di libri, proiezione di film, rappresentazioni teatrali, letture, premi, alla presenza di magistrati, scrittori, giornalisti, registi, rappresentanti delle istituzioni locali e di associazioni culturali e ambientaliste. 

Mercoledì 25 maggio, con inizio alle ore 10, è prevista, dunque, la presentazione del romanzo Mafia ridens (ovvero il giorno della cilecca) e il lungometraggio “Generazioni a confronto”. Saranno presenti gli autori: Raimondo Moncada e Francesco Mellonzi. A moderare l'incontro sarà il giornalista Andrea Cassisi. A introdurre la terza giornata della legalità il dirigente scolastico Agata Gueli. 



Ecco l’intero programma della Settimana della Legalità organizzata dalla “Mattei” di Gela. 

 Lunedì 23 maggio – Ore 10:00 – LEGALITA’ E AMBIENTE
Saluti Agata Gueli, Dirigente scolastico
Modera: Leandro Janni, Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia
Interventi: Francesco Salinitro, Assessore all’Urbanistica e Ambiente del Comune di Gela; Emilio Giudice, Direttore della Riserva naturale orientata Biviere di Gela

Martedì 24 maggio – Ore 10:00 – COSTRUIAMO LA PACE
Premiazione del concorso promosso dalla F.I.D.A.P.A. Sezione di Gela “Dai luce alla pace”
Interventi: Rita Salvo, Presidente F.I.D.A.P.A. Sezione di Gela; Angela Incardona,  Past President  F.I.D.A.P.A. Sezione di Gela; Licia Abela,  Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Gela; Giovanni Iudice, Artista; Elisabetta Pasqualetto, Psicologa e psicoterapeuta

Mercoledì
 25 maggio – Ore 10:00 – RIFLETTIAMO SULLA MAFIA
Saluti: Agata Gueli, Dirigente scolastico
Modera: Andrea Cassisi, Giornalista
Interventi: Raimondo Moncada, Scrittore e giornalista – Autore del libro “Mafia Ridens”; Francesco Millonzi, Giornalista, regista del film “Generazioni a confronto” 
Premio Internazionale Impegno Sociale 2015 e 2016
Giovedì 26 maggio – Ore 10:00 – GIORNATA UNICEF – “Il diritto di avere diritti”
Saluti: Agata Gueli, Dirigente scolastico
Introduzione: Dora Bruno, Responsabile Scuola Amica – Unicef
Interventi: Antonella Maganuco, Consultorio familiare A.S.P.
Rappresentazione teatrale “Il mio amico colorato” – Esecuzione di canti, danze e poesie a cura dei laboratori dell’Istituto Mattei

Venerdì 27 maggio – Ore 10:00 – MANIFESTAZIONE CONCLUSIVA DELLE GIORNATE DELLA LEGALITA’
Inaugurazione dei nuovi spazi ristrutturati in seguito ai finanziamenti FESR
Interventi: Domenico Messinese, Sindaco di Gela; Salvatore Cardinale, Presidente della Corte di Appello – Tribunale di Caltanissetta; Nello Musumeci, Presidente della Commissione Antimafia – Assemblea Regionale Siciliana

Saranno presenti numerose autorità civili e militari
www.mafiaridens.blogspot.it 

lunedì 23 maggio 2016

Licata, i bambini a teatro: il futuro è nostro!

Bambini di quattro e cinque anni con la mano sul cuore, disposti sul palco a formare una bandiera di colore rosso, bianco e verde, a cantare e a far cantare "Fratelli d'Italia". Si è aperta così la mattinata a Licata, al Teatro Re Grillo, dove l'associazione culturale e teatrale Il Dilemma, sotto l'impulso e la conduzione della regista Luisa Biondi, ha organizzato la Giornata della Legalità coinvolgendo scuole di ogni ordine e grado, dalle materne alle superiori (ricordo i nomi degli istituti "De Pasquali", "Quasimodo", "Fermi"...). Un'intensa giornata a teatro che è stata solo la conclusione di mesi di studio e di preparazione. 

Ho avuto il piacere e l'onore di presentare l'esibizione degli studenti della prima "E" e della terza "F" della scuola media "G. De Pasquali". Hanno portato in scena una sceneggiatura tratta dal romanzo Mafia ridens (ovvero il giorno della cilecca). 

È stata poi un'emozione unica vedere vivere, da spettatore, il protagonista di Mafia ridens, Calogerino, nel corpo, nell'espressività di un bambino; vedere ricreate in un teatro le atmosfere a più voci del romanzo; sentire risuonare tra i palchi la colonna sonora del film il Padrino che tanto mi ha accompagnato durante la scrittura del testo. 

Nel giro di pochi giorni, Licata si è distinta con ben due esibizioni tratte dal romanzo. La prima è stata qualche settimana fa ad opera degli allievi della scuola teatrale diretta da Luisa Biondi in occasione del convegno sui beni confiscati alla mafia promosso dall'associazione A Testa Alta. Oggi la seconda: troppe emozioni! 

Un grazie di cuore a tutti gli attori-studenti della "De Pasquali" per l'impegno, la serietà, la bravura, la professionalità (continuate così!); alle insegnanti Ilaria Ferraro e Grazia Macrì che con passione e competenza hanno preparato i ragazzi partendo dallo studio del libro; al dirigente scolastico Vincenzo Pace che ha accolto l'invito a prendere parte alla Giornata della Legalità con la messinscena Mafia ridens. 

Un grazie a chi ha ideato, creato e condotto, questa splendida Giornata di viva e partecipe riflessione con rappresentazioni teatrali, video, coreografie e canto: all'attrice e regista Luisa Biondi. 

Licata oggi si è distinta per le sue intelligenze, le sue teste pensanti, la sua scuola creativa e aperta, l'impegno, l'energia, la leggerezza e il sorriso dei suoi giovani talenti. 
Il futuro è nostro! Hanno gridato agli adulti, con la loro disarmante innocenza piena di speranza. 

Raimondo Moncada 
www.raimondomoncada.blogspot.it 


venerdì 20 maggio 2016

La Sicilia che canta, a Salaparuta le emozioni di "MadreTerra"

Note, parole, emozioni. È “MadreTerra”, il concerto di musica, poesia, teatro, inserito nella due giorni di studi sullo “Psichismo mafioso” organizzato a Salaparuta, sabato 21 e domenica 22 maggio 2016, da diverse istituzioni. “MadreTerra” ha per protagonisti il cantautore Ezio Noto e i maestri di Disiu: Totò Randazzo (basso), Mario Vasile (percussioni), Marco Caterina (sax soprano), Giuseppe Cottone (pianoforte, tastiere e synth), Nicola Pollina (percussioni ed effetti sonori), Alessandro Mantini (chitarrista).Le musiche e le canzoni di Ezio Noto faranno da colonna sonora a un viaggio tra le luci e le ombre della Sicilia, condotto da Lucia Alessi e Raimondo Moncada. Un percorso intenso in cui si sentirà la voce di grandi autori siciliani come Ignazio Buttitta, Pippo Fava, Leonardo Sciascia, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Gesualdo Bufalino, Umberto Santino, Angela Mancuso, brani della tradizione popolare e dello stesso Raimondo Moncada. Ci sarà un omaggio a Giovanni Falcone, a Felicia Bartolotta Impastato e a quanti si sono sacrificati nella lotta contro la mafia. 

Il concerto “MadreTerra” è programmato per sabato 21 maggio, con inizio alle ore 19,30, nel Centro Sociale di Salaparuta, in Viale Regione Siciliana. L’ingresso è gratuito.

“MadreTerra”, un evento nell’evento in una due giorni che vedrà la presenza di magistrati, docenti universitari, scrittori, giornalisti, rappresentanti delle Istituzioni, alla vigilia del 24° anniversario della strage di Capaci. 

L’iniziativa ha lo scopo di “divulgare i risultati empirici ottenuti nel corso degli anni, implementare la conoscenza, e quindi, il contrasto della mafia e della cultura mafiosa nell’entroterra trapanese”.
L’organizzazione è delle Cattedre di Psicoterapia e di Psicologia del fenomeno mafioso dell’Università degli Studi di Palermo, in collaborazione con l’Associazione antiracket Libero Futuro ed il Comune di Salaparuta, con il Patrocinio dell’Università degli Studi di Palermo, dell’Unione dei Comuni della Valle del Belice, i Comuni di Gibellina, Partanna, Poggioreale, Santa Ninfa, Castelvetrano, Salemi e Vita, con il contributo dell’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana, Confindustria Trapani e alcune imprese locali.



IL PROGRAMMA 


mercoledì 18 maggio 2016

Salgono a tre le scuole con Mafia ridens

Salgono a tre le scuole che, per progetti di legalità, hanno adottato il libro Mafia Ridens (ovvero il giorno della cilecca) di Raimondo Moncada, pubblicato nel novembre del 2013 da Dario Flaccovio Editore. 
Alle due scuole di Licata, si è aggiunto l’istituto comprensivo “Enrico Mattei” di Gela, diretto dalla dirigente Agata Gueli. La scuola facendo studiare il libro agli studenti in preparazione di un incontro con l’autore.  La presentazione di Mafia ridens, all’interno dell’istituto, sarà uno degli eventi della Settimana di Legalità promossa dall’Enrico De Mattei”.  

La “Mattei” di Gela è, dunque, la terza scuola che ha adottato il libro. Le prime sono state a Licata: la scuola teatrale della compagnia Il Dilemma, diretta dalla regista Luisa Biondi; e la scuola media “Gaetano De Pasquali” diretta dal dirigente Vincenzo Pace. Entrambe le scuole hanno studiato in profondità il libro per poi impegnarsi nella preparazione di performance teatrali.

Gli allievi della scuola del Dilemma hanno già messo in scena brani di Mafia ridens in occasione del convegno sui beni confiscati alla mafia, organizzato il 26 aprile dall’associazione “A Testa alta” alla presenza di magistrati e giornalisti.

Il prossimo lunedì, 23 maggio, Mafia ridens rivivrà in una rappresentazione che avrà come protagonisti gli studenti della media “Gaetano De Pasquali”. L’occasione sarà la Giornata della Legalità organizzata dall’associazione “Il Dilemma” al Teatro Re Grillo. A partire dalle ore 10 e fino alle 22,30 si darà voce alle coscienze, con interventi di diverse scuole di ogni ordine e grado e le associazioni locali. Ci saranno anche i ragazzi della “De Pasquali” e le insegnanti che li hanno seguiti in questo percorso: Ilaria Ferraro e Grazia Macrì.
Sta cogliendo, così, nel segno l’invito alle scuole di Luisa Biondi di adottare Mafia ridens: “Il libro suscita tanto interesse e curiosità tra i ragazzi”.  


martedì 10 maggio 2016

Chi nicchi e nacchi, presentazione-spettacolo a Ribera

Chi nicchi e nacchi sarà presentato anche a Ribera su iniziativa dell’Assessorato al Turismo, allo Spettacolo e alle Politiche Giovanili. L’appuntamento è per sabato, 14 maggio 2016, con inizio alle ore 18, nella Villa comunale.
Sarà una presentazione-spettacolo dal titolo “La Sicilia e il suo cuore: i cunti, i canti, la lingua dei padri”, con brani recitati e musica.
Interverranno l’assessore Cristina Cortese che introdurrà l’incontro, il giornalista Totò Castelli che dialogherà con l’autore, il cantautore Ezio Noto che canterà alcune delle sue canzoni dedicate alla Sicilia. Raimondo Moncada darà voce e vita ad alcuni brani contenuti nel libro, assieme a Lucia Alessi.  

Chi nicchi e nacchi è uscito nell’estate del 2015. Ad aprile 2016, è stata pubblicata la seconda edizione con un saggio sulla lingua siciliana di Tonina Rampello, presidente dell’Accademia Teatrale di Sicilia . Il libro raccoglie cunti, canti, giochi che Raimondo Moncada ha scritto “orgogliosamente” nella lingua dei padri: il siciliano.


Sono testi nati durante l’esperienza maturata da Raimondo Moncada nel gruppo teatrale “L’Officina” prima, e “Accademia Teatrale di Sicilia poi, compagnie dirette dal regista Enzo Alessi. Molti dei testi, originali, frutto della fantasia dell’autore, sono stati recitati o cantati in pubblici spettacoli (sono anche proposti nel concerto “Madreterra” con Ezio Noto e i Disiu). Altri testi sono una divertita rielaborazione di storie e leggende di Sicilia, tratte dalla ricca tradizione popolare.  




venerdì 6 maggio 2016

Grazie di cuore per il premio “A Priori 2016”

Datemelo ora un bel riconoscimento, ora che non ho vinto niente, ora che per il mondo non sono nessuno. Non fate come sempre che un atleta, un inventore, uno scienziato, un poeta, uno scrittore, un musicista vince qualcosa tutti a riconoscere il chiarissimo valore dell’affermato vincitore.  
Datemelo adesso un bel riconoscimento, di quelli prestigiosi, indimenticabili. Non dico un Nobel o un Oscar che mi costringerebbero a prendere l'aereo e vorrei arrivare a piedi con i calli perché i calli fanno bene. 
Scegliete la motivazione. Potrebbe essere come migliore allenatore d'Inghilterra, ad esempio. Perché no!? Non ho mai allenato una squadra di calcio, ma potrei farlo. Potenzialmente potrei fare tutto, anche il ct della nazionale. 
Fate una genialata. Anticipate i tempi. Anticipate il futuro evento. Anticipate tutti gli altri che aspettano per assegnare il riconoscimento al riconosciuto. 
Perché riconoscere il genio, la competenza, la bravura, solo dopo il riconoscimento di altri?

Claudio Ranieri docet e dicet. Ha allenato tante squadre. È stato pure esonerato. Ma non si è mai arreso Ci ha creduto. È sempre stato positivo. È sempre stato ottimista. È andato in Inghilterra e ha vinto con una squadra sconosciuta ai più su cui nessuno avrebbe scommesso una mutanda in lana merinos. E ora, solo ora, tutti a dirgli: bravissimo! Eccezionale! lo sapevamo, il talento italiano! 
Dopo. Solo dopo. A posteriori.
Per i commentatori, Ranieri ha realizzato un capolavoro al limite del miracolo grazie alle sue competenze che ora in tanti vogliono riconoscere pubblicamente con un premio, una targa, una cittadinanza onoraria, un selfie, un gelato, un caffè. 
Ora tutti a esaltare il suo gioco, la sua gestione, le sue tattiche. ora tutti a cercarlo, per un autografo, una foto di gruppo, una commento, una pizziata.
Lui, Ranieri, con le lacrime: io sono sempre stato lo stesso, non sono mai cambiato. 

Lasciamo stare Ranieri e ritorniamo a noi. 
Datemi adesso, un riconoscimento come migliore allenatore d'Europa. A posteriori sarebbe facile, troppo facile.
In attesa del Premio “A Priori”, mi consegno ancora una volta il prestigioso Self Award, un bellissimo Autopremio. 

Raimondo Moncada 



domenica 1 maggio 2016

La follia di unirsi alla pazzia di un "matto"

Ho commesso una follia. Lo ammetto: ho spento internet e ho raggiunto Antonio Ligabue, a Palermo. Proprio lui, quello che parlava agli animali, quello che si vestiva da donna per avere quell'amore che la vita gli aveva negato, quello che fu messo in una scuola per ragazzi deficienti, quello che entrava e usciva dai manicomi, quello che visse in solitaria miseria, quello che veniva preso in giro, quello che prendeva una tavola di compensato e la trasformava in tela per dipingere visioni capolavoro. 

I suoi quadri mi hanno colpito fin da piccolissimo. Ho conosciuto la sua arte attraverso le immagini di una monografia trovata nella libreria di mio padre Gildo, anche lui grafico e pittore. E ho conosciuto la sua disgraziata esistenza attraverso lo sceneggiato interpretato da un magnifico Flavio Bucci trasmesso dalla Rai quando avevo dieci anni. Da allora ho sempre pensato a quest'uomo, a Ligabue, a questo artista deriso e poi consacrato per la Sua Arte originale, fuori da ogni canone. E ho riflettuto sul senso del fare arte e sulla follia. 
Chissà se un giorno, mi sono detto bambino, riuscirò a vedere da vicino le sue opere? 
Quel giorno è arrivato. Dopo quasi quarant'anni. 
Ho visto più e più volte i quadri di Ligabue, i suoi autoritratti, i suoi animali, in foto. Ho provato sempre ammirazione e curiosità per un uomo misterioso che aveva pure difficoltà a relazionarsi con le persone e a esprimersi in parole. 
Una mostra vera, con i quadri veri, con un pubblico vero e interessato che condivide in silenzio la tua stessa meraviglia, non è però la stessa cosa delle piatte immagini viste sui libri, su internet. 

Per un giorno sono stato Ligabue. Dopo aver letto la notizia di una sua mostra, ho preso la macchina, ho macinato chilometri pensando all'arte e alla follia per quasi due ore, ho raggiunto Palermo e mi sono diretto a Palazzo Reale per la reale esposizione dedicata al grandissimo artista Antonio Ligabue dal titolo "Tormenti e incanti" (è stata inaugurata il 19 marzo e resterà aperta fino al 31 agosto: sregolata gratitudine agli organizzatori!). 
Un folle! Parlo di me. Ho lasciato tutto per raggiungere l'artista amato nei primi anni della mia vita. 
Chi ama l'arte deve compiere questa pazzia. Anche per il teatro è così. Le immagini lo sminuiscono. Non rendono per niente. 
A Palermo, con i tuoi piedi, con gli occhi, con la testa, con il cuore, entri nelle Sale del Duca di Montalto e ti accorgi che non è la stessa cosa di stare su Google Immagini, Facebook, Twitter, Linkedin, YouTube. A Palazzo Reale fai una esperienza reale e multisensoriale. Una autentica follia di questi tempi in cui il virtuale pare abbia conquistato le nostre vite quotidiane. E ci viene difficile pure staccarci dagli smartphone. Iperconnessi in una irrealtà che facciamo diventare vera. 
A Palazzo Reale ti attendono oltre ottanta quadri e li guardi e li ammiri e ti commuovi. A ognuno dedichi il tempo necessario, da lontano, da vicino. Quel tratto, quella pennellata, quel particolare, quel colore, quella sfumatura, quella luce... niente di tutto questo c'è nelle foto dei libri o nelle immagini a bassa risoluzione di internet. 

A Palazzo Reale il tuo Ligabue rivive nelle sue opere reali. E c'è tutto il tormento e l'incanto di un artista che solo negli ultimi anni venne riconosciuto come tale. Dopo la sua morte ancor di più. Ci fu la consacrazione definitiva e si avverò la sua profezia: "Io sono un grande artista, la gente non mi comprende, ma un giorno i miei quadri costeranno un sacco di soldi, e allora tutti capiranno chi veramente era Antonio Ligabue". 
A Palazzo Reale, ho sentito la Sua Voce, realmente. 

Raimondo Moncada 
www.raimondomoncada.blogspot.it 

mercoledì 27 aprile 2016

Giornata della Dante, sorpresa per il Murmure Sommo

L’incontro col “Sommo murmure”. È stato recitato un testo di Raimondo Moncada durante la “Giornata della Dante 2016” promossa dal comitato di Agrigento della Società “Dante Alighieri” presieduta da Enza Ierna. L’evento, coordinato dal regista Enzo Alessi, si è svolto questa mattina nella Valle dei Templi di Agrigento, nella sala conferenze di Casa Sanfilippo, sede del Parco Archeologico. Sono intervenute diverse scuole della provincia, di Agrigento, Sciacca, Palma di Montechiaro, Licata, con studenti, insegnanti, dirigenti.
Ogni istituto ha dato il proprio apprezzato contributo recitando brani di Dante Alighieri (gettonatissimi i canti dell’intramontabile Divina Commedia) o illustrando lavori multimediali dedicati al Sommo Poeta.
Due studenti del liceo classico “Tommaso Fazello” di Sciacca, Luna Moncada e Riccardo Gurrieri, seguiti dall’insegnante di Italiano Daniela Grisafi, hanno proposto un testo inaspettato, non di Dante ma su Dante, alla presenza del dirigente dell’istituto Giovanna Pisano. Consensi da parte del pubblico presente, con applausi e complimenti per l’originale e coraggiosa performance proposta a sorpresa dai due studenti.   
Il brano, “Il murmure Dante”, è stato scritto da Raimondo Moncada. Racconta, in tono ironico, l’incontro in un museo di Parigi con una statua di marmo. Il monumento, raffigurante il Sommo,  improvvisamente si anima e si mette a parlare dopo le insistite sollecitazioni di un curioso turista che accusa il poeta fiorentino di un gravissimo reato: non aver fatto diventare il siciliano lingua nazionale.

domenica 24 aprile 2016

Due scuole di Licata adottano Mafia ridens, in scena al teatro Re Grillo


Due scuole di Licata adottano il romanzo Mafia ridens (ovvero il giorno della cilecca) per progetti di legalità. Si tratta del laboratorio teatrale "Palcoscenico" dell'associazione culturale "Il Dilemma". E della scuola media "De Pasquali". A confermarlo telefonicamente all'autore, Raimondo Moncada, è stata la direttrice del laboratorio teatrale, la regista e attrice Luisa Biondi. 
Alcuni brani del libro, pubblicato da Dario Flaccovio Editore, saranno messi in scena in due distinte occasioni al teatro Re Grillo di Licata: il 26 aprile e il 23 maggio. 
Il 26 aprile saranno gli allievi del laboratorio teatrale "Palcoscenico", diretto da Luisa Biondi, a esibirsi durante il convegno sui beni confiscati alla criminalità organizzata promosso dall'associazione "A testa alta" ("Confiscati e abbandonati: dalla denuncia alla proposta"). Inizio ore 18. Sono previsti gli interventi del magistrato Salvatore Vella, del direttore del giornale Grandangolo Franco Castaldo, del direttore di Telejato Pino Maniaci, del giornalista de La Sicilia Fabio Russello, del presidente della cooperativa "Rosario Livatino" di Naro Giovanni Lo Iacono, del presidente della cooperativa "Lavoro e non solo" di Corleone Calogero Parisi. 
Il 23 maggio l'occasione sarà la Giornata nazionale della Legalità organizzata a Licata dall'associazione Il Dilemma col patrocinio del Comune. Dalle dieci del mattino alle dieci di sera, al teatro Re Grillo si alterneranno performance teatrali di bambini e ragazzi di scuole di ogni ordine e grado, con due spettacoli finali del laboratorio teatrale de Il Dilemma.

Nella giornata della legalità, si esibiranno anche i ragazzi di una classe della scuola media "De Pasquali". Daranno il proprio contributo con un pezzo tratto dal romanzo Mafia ridens che da settimane studiano. La classe è seguita dalle insegnanti Ilaria Ferraro e Grazia Macrì. 
"Il libro è vivo, originale, e suscita tanto interesse e curiosità tra i ragazzi", dice Luisa Biondi che consiglia l'adozione di Mafia ridens a scuola.  

domenica 17 aprile 2016

Chi nicchi e nacchi a Raffadali, dove tutto è nato

È un ritorno alle origini. Nel luogo dove tutto è nato.
 Il “libro del cuore” di Raimondo Moncada, Chi nicchi e nacchi, scritto interamente in siciliano, sarà presentato a Raffadali su iniziativa dell’assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione Luigi Costanza. L’appuntamento è per venerdì, 22 aprile 2016, con inizio alle ore 18, nell’auditorium della biblioteca comunale. L’incontro sarà coordinato da Enzo Alessi. Interverranno lo stesso assessore Costanza, il direttore di Malgrado Tutto Egidio Terrana e il poeta Enzo Argento.

Sarà presente l’autore che, con Lucia Alessi, darà voce e vita ad alcuni brani contenuti nel libro.

locandina raffadaliChi nicchi e nacchi è uscito nell’estate del 2015 (“un regalo personale”, lo ha definito l’autore). Ad aprile 2016 la seconda edizione con un saggio sulla lingua siciliana di Tonina Rampello. Il libro raccoglie cunti e canti che Raimondo Moncada ha scritto “orgogliosamente” nella sua lingua madre, il siciliano, lingua con la quale è nato ed è cresciuto, lingua parlata in famiglia (a cui il libro è dedicato) prima di incontrare e praticare la sua seconda lingua, l’italiano, alle scuole dell’obbligo.

Sono cunti e canti scritti – sempre con quell’ironia e leggerezza che contraddistingue l’autore – per essere “cuntati e cantati”.

Sono nati proprio a Raffadali,durante l’esperienza maturata da Raimondo Moncada nel gruppo teatrale “L’Officina” prima, e “Accademia Teatrale di Sicilia poi, diretti da Enzo Alessi. Una scuola di vita, di teatro, di creatività, di cultura, di scrittura. Molti dei testi, originali, frutto della fantasia dell’autore, sono stati recitati o cantati in pubblici spettacoli (“Garibaldi e i milli spirtuna”, “L’emancipazioni”, “Libertà”…). Altri testi sono una divertita rielaborazione di storie e leggende tratte dalla ricca tradizione popolare.

Un libro che afferma il valore di un idioma, che “dà pubblica dignità ed espressione artistica all’originaria lingua dell’anima, vissuta non come povertà, ma come fiero arricchimento”.

Tratto da www.malgradotuttoweb.it 

sabato 16 aprile 2016

Sono un grande artista, la gente non mi comprende

Sei un artista. 
Tu lo sai. 
Artista perché ti esprimi con la tua voce e non con quella di qualcun altro. 
Artista perché incanali la tua energia, la tua passione, il tuo sangue in quel misterioso gesto che dà origine al tuo quadro, alla tua scultura, alla tua poesia, alla tua canzone, al tuo romanzo. 

Sei un artista come altri artisti. 
Sei così unico che nessuno ti capisce. 
Sei così fuori dagli schemi, oltre i limiti del tempo, che pure ti denigrano, ti disprezzano, ti compatiscono o non ti considerano. 

L'arte ha le sue regole canonizzate. Ce lo hanno insegnato a scuola. 
Dall'epoca degli sregolati, ora anche l'arte sregolata ha le regole che prima non aveva. 
E non tutti sono validi interpreti di questa vera arte e non tutti sono validi talent scout. 
Ci sono professori, critici, sapienti, accademici, saggisti, scienziati, linguisti, che sanno e dicono cosa è arte e sanno e dicono chi va annoverato nel libro mastro degli artisti. 
Viene determinato anche un valore. 
E questo valore lo determinano o i periti d'arte o il numero di acquirenti. 
Più acquirenti di quadri o di libri o di sculture o di foto hai, e più vali.
L'arte si trasforma così in un numero, una moltiplicazione condivisa. 
Vediamo cosa succede nella realtà di oggi, quella virtuale. 
Se su un social scrivi "il cielo è azzurro" e nessuno ti considera, non vali un ceppo funerario.
Se un altro scrive con la straordinaria arte che gli viene riconosciuta "il cielo è azzurro" e raccoglie migliaia di condivisioni, è un fenomeno nato. Ed ha recensioni, proposte di pubblicazione, inviti a mostre. Viene pure rincorso e pregato per fare qualcosa di storico. 
Volgarizzando: se tu liberi nell'aria un peto sei vastaso. Se a sciogliere nell'azzurro aere la stessa melodia è un altro artista più quotato, quell'emissione sinfonica sarà un getto artistico di valore inestimabile.

L'arte non è arte in sé. Lo diventa se qualcuno di importante afferma e riafferma che è arte. 

Ritorniamo a noi...
Tu sei un artista, lo sai. 
Ma non tutti in vita vengono riconosciuti come tali. 
Non tutti vengono riconosciuti pittori, grafici, poeti, scultori, scrittori, musicisti. 
Tu continui a esprimerti perché il gesto artistico ti appartiene, perché è nella tua natura. Ti scoraggi a volte, ma ti rialzi perché ti sostiene il carattere. 
C'è chi viene schiacciato dall'indifferenza, dal disprezzo, dalla superficialità. 
E non resiste. 
Magari sarà rivalutato quando il suo corpo si estinguerà. 
È bello poi, da morto, essere rivalutato. 
Da morti diventiamo anche gli artisti migliori. 
La morte dà valore. Lo capisci in cielo quando guardi gli altri dall'alto verso il basso. 
La vita può anche riservate agli artisti spiacevoli commenti: 
Ma chi si crede di essere? 
Dipinge sgorbi, scrive che non si capisce neanche lui, è stonato come una campana.
Quante volte ce lo sentiamo ripetere. 
Quando muori è diverso. Il rumore cessa e nel silenzio dell'assenza si accorgono di quello... ma come si chiamava? 
Riprendono il tuo manoscritto rifiutato e lo pubblicano postumo. 
Quando ha successo si riconosce il valore universale di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e del suo Gattopardo. 

Andrò a vedere a Palermo la mostra di Antonio Ligabue, "Tormenti e incanti", un artista che fin da piccolo mi ha impressionato. Ricordo ancora il bellissimo film in tv. Una storia di disgrazie, incomprensioni, follia, miseria, fame, scuole differenziate "per ragazzi deficienti", internamento in manicomio, emarginazione, poi di riconosciuto genio, magia e unicità: "Io sono un grande artista, la gente non mi comprende, ma un giorno i miei quadri costeranno un sacco di soldi, e allora tutti capiranno chi veramente era Antonio Ligabue". 

Raimondo Moncada 
www.raimondomoncada.blogspot.it 

Link utile: www.ligabueapalermo.it



giovedì 14 aprile 2016

Una scuola studia Mafia ridens (ovvero il giorno della cilecca)

Mi arriva all’orecchio… solo in uno… l’altro orecchio non ci sente o non ci vuole sentire… Una zanzara mi sussurra: una scuola siciliana ha in mano il libro Mafia ridens (ovvero il giorno della cilecca) e lo sta studiando con una sua classe.
Per farne che? Quando? Dove? Con chi? Che tipo di studio?  
Quante domande! Quanta curiosità!
È solo quella scuola che ha in mano Mafia ridens? Oppure c’è qualche altra istituzione che, con un colpo di mano, sta battendo pagina dopo pagina del Giorno della cilecca?  

Ho bisogno di conferme, non solo di indiscrezioni che ti ronzano nell’orecchio.
Bello, comunque. Solo l’indiscrezione ti inorgoglisce. Non è da tutti finire in una scuola ed essere studiato.
A pensarci bene, mi basta solo l’indiscrezione. Un onore.   
Ci sono stato a scuola, dall’asilo a salire. La scuola è luogo di conoscenza,  ragionamento, esercizio, apprendimento, presa di coscienza, critica, scambio, elaborazione, proposta, stimolazione di cervelli, maturazione, crescita. E tutto ciò aumenta di potere se al centro di una classe motivata si pone un insegnante appassionatamente illuminato.

Che bello! Non ci posso pensare. Già solo l’idea mi mette i brividi (grazie, amica zanzara!).
Lo vedo… lo immagino… una tua creatura sotto la lente di ingrandimento di studenti e professori. Mi fa tornare indietro di non so quanti anni (per la verità lo so, ma non lo dico) quando, da studente, dietro un banco scarabocchiato, studiavo io altri che avevano detto qualcosa di importante, scoperto qualcosa di sensazionale, scritto qualcosa di stratosferico, messo qualcosa di quadrato sopra l’ipotenusa o sopra i cateteri (cateteri?). E tutti questi personaggi, con i loro nomi e le loro storie, nella mia piccola testa si presentavano con una testa enorme. Ed è proprio questa, eventualmente, la straordinarietà della cosa, se tutta la cosa dovesse essere confermata da fatti, eventi, manifestazioni, voci che parlano, interpretano, esprimono emozioni, suscitano ragionamenti con l’arma dell’ironia.   

Bello! Bello! Tutto bello! Un ritorno a scuola, non più come studente.
Le indiscrezioni, da sole, ti fanno volare. Viva le zanzare! 

Raimondo Moncada

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