mercoledì 27 maggio 2015

Se ti hanno visto, ti hanno già messo in gabbia

Se ti hanno visto educato all’immobile fissità, non puoi permetterti di saltellare come una scimmia.
Se ti hanno visto muto come un pesce, non puoi permetterti di aprire bocca e parlare.
Se ti hanno visto col muso, serio, non puoi permetterti di mostrarti sorridente.
Se ti hanno visto con in mano un martello, non puoi permetterti di presentarti con in mano pennello, colori e tavolozza.
Se ti hanno visto glabro e stirato, non puoi permetterti di farti rivedere con i peli e le rughe in faccia.
Se ti hanno visto bello scintillante in tv, non puoi permetterti di apparire con la pancia sulla passerella di una sfilata di moda.  
Se ti hanno visto in frac, non puoi permetterti di indossare stracci o, peggio, di uscire nudo.
Se ti hanno visto spazzolare i cessi, non puoi permetterti di spuntare su un palcoscenico cantando o recitando.  
Se ti hanno visto pagliaccio, non puoi permetterti di piangere o di commuovere.
Se ti hanno visto, ti hanno già messo in gabbia.

Perché non puoi avere la libertà di essere ciò che vuoi?

Raimondo Moncada

martedì 26 maggio 2015

"Quel mio indimenticabile assist alla leggenda Messi"

"Ricordo ancora quando entrai in campo. Centomila persone ad applaudire il calpestio delle mie scarpette senza lacci sulla sacra erbetta del Camp Nou che, al mio passaggio, si piegava deferente. Guardiola a darmi una pacca sulla spalla e a dirmi: ‘Vai! Fai la storia. E segna per questa gente che ti vuol bene’. In campo l'ovazione anche dei tifosi avversari e l'urlo di incoraggiamento dei miei compagni blaugrana. Solo i raccattapalle deformarono il muso, pensando al gran numero di palle che sarebbero stati costretti a raccattare. Lionel, celebrato come Messi, si avvicinò alla mia persona. Si tolse la fascia di capitano e, riconoscendo in me la pasta, la pasta del capitano, la strinse forte al mio braccio, così forte da fermare la circolazione sanguigna e a illividirmi il colore della pelle: ‘Questa è tua, ti appartiene’, mi disse. Io, tra le discendenti lacrime sul viso viola, promisi: ‘Non ti deluderò, Lionel!’. Ricordo ancora come fosse adesso il momento dell'azione. Non ci capii niente e per capirci qualcosa frequentai gli anni successivi un corso in Fisica Nucleare. Il portiere mi lancia la palla, una, e quella da giuoco ovviamente. Alzo gli occhi e, con lungimiranza, guardo in avanti. Determino a occhio e croce la localizzazione del mio vicecapitano. Mi muovo in un lampo. Smarco il primo, dribblo il secondo, ubriaco il terzo... Il vino siciliano fa sempre miracoli. Passo a gran velocità la linea del centro campo. Un centrocampista avversario allunga la gamba davanti alle mie gambe e mi fa spiccare il volo. Vedo Sanremo mentre faccio un doppio, triplo giro carpiato in aria. Centomila tifosi trattengono il fiato. E rimangono con la bocca aperta, riparo e ristoro di mosche e zanzare arrivate senza biglietto in Spagna per la partita. Senza più un filo di fiato allo stadio, invio il segnale al mio piede destro: ‘Calcia come dipingi’. Il piede pennella così un colpo ad effetto al pallone che, sempre fedele, mi segue palla al piede. Ne esce un assist che coglie tutti di sorpresa. Pure me. La palla torna indietro, nella sguarnita mia porta. Il pubblico amico ritrattiene l’ultimo residuo di fiato. Il mio compagno portiere, sicuro di sé e di noi, è girato per incitare i tifosi a prendere fiato per non morire soffocati. La palla gli sbatte sulla nuca. Lui, il portiere, cade a terra tramortito, ma la palla… la palla con uno stranissimo effetto finisce non si sa come sui magici piedi di Messi, seduto sull'eretta dall’altra parte del Camp Nou a farsi un solitario a carte. Senza muoversi da terra, fermo come una statua, Lionel sferra un tiro che colpisce prima il mio sedere - ancora in volo – per infilarsi poi dritto, con una parabola mai incontrata in geometria, e dopo aver fatto due giri della porta, in rete. Palla da una parte, portiere senza palla dall’altra. Il gol fa esplodere prima il Maracanà, solo dopo il Camp Nou, solo dopo aver consapevolizzato il gol, mai visto nella storia del calcio. Ora il 6 giugno 2015 a Berlino saremo avversari. Io e Lionel ci contenderemo la Coppa dei Campioni. Lui, la leggenda, giocherà con il Barcellona; io con la maglia bianconera della Juventus. Vinca il migliore o chi segna un gol in più”.  

Un sogno, un bel sogno, cosciente che i sogni aiutano a vivere.

Raimondo Moncada

www.raimondomoncada.blogspot.it

mercoledì 20 maggio 2015

Il guru e le palle piramidali che si alzano da terra

Un guru è un guru. Lo segui in quanto guru. Ci credi a occhi chiusi, perché quello che dice il guru è vebbo.  Anche se dice che una palla è un cubo che rimbalza, tu no hai dubbi: "Lo ha detto il guru, è così: è il vebbo"
Tutto diventa a forma di cubo. I tuoi occhi vedono solo cubi. 
E lo difendi, perché è giusto che il discepolo difenda il proprio guru: "Lo ha detto il guru, è così: è il vebbo"

Se cominci ad avere dubbi sul guru, è finita. La obba fede si incrina. Viene meno il rapporto di fiducia. Conviene cambiarlo, trovare subito un altro guru, un guru in grado di dare le risposte che cecchi

Lo trovi, finalmente. E lo segui nel suo bel credo. Il neo guru afferma, però, che la palla è una piramide che rimbalza. Si alza da terra piramidalmente e rimbalza sotto i tuoi esterrefatti bulbi oculari. Sbalorditivo! 

Il precedente guru si è sbagliato: la palla non è un cubo. 

Ci credi. È il tuo nuovo guru. E lo difendi. Difendi il nuovo vebbo e le palle piramidali. Anzi tu stesso, obbo di guruna fede, cecchi di convincere altri che le palle non hanno nessuna parentela con i cubi e neanche con le sfere ("si sono mai viste palle cubiche o sferetriche?"). 

Si possono rompere, questo sì. Lo accetti. Tutto si rompe, anche le palle. È nella loro natura. Ma quelle del tuo nuovo guru sono indistruttibili e accarezzano la terra oltre all'intiero spirito del tuo essere. 

Raimondo Moncada

martedì 19 maggio 2015

La Sicilia che ti aspetti, nell'emozione di uno scatto


Niente di speciale. Viaggiare con la macchina, senza radio accesa, senza rumori, senza musica, senza niente.
Tu e i tuoi cari. Con i finestrini aperti e i capelli (quelli ancora resistenti) al vento. Connessi solo, non con internet, ma col paesaggio circostante.
Tu e la tua terra.
Fermi d'un tratto la macchina, spegni il motore.
Scendi. Solo per sentire il profumo dell'aria, cogliere con i sensi reali il colore di un fiore piegato dal vento.
E scatti la foto col cellulare, per conservare l'immagine di una emozione.
Semplice, ma reale. Tanto reale e tanto semplice.
Improvvisa. Passeggera.
Colta al volo.
La Sicilia che ti aspetti.


Raimondo Moncada
www.raimondomoncada.blogspot.it

lunedì 18 maggio 2015

La vera Sicilia per Salvatore Quasimodo

La vera Sicilia è stata quella di Teocrito, legittima nel calore e nei sensi, nella sua alta civiltà mediterranea che costruì anfiteatri e provincie di marmo scolpito, fece nascere la commedia con Epicarmo e l'idillio con Stesicoro.
Le contaminazioni vennero dopo: e sembrano toccare un'altra terra. 
Salvatore Quasimodo 

sabato 16 maggio 2015

"Mafia Ridens", al Salone del Libro di Torino la soddisfazione diFlaccovio Editore


"Uno dei titoli più belli che abbia mai partorito è qui al Salone del Libro con me: Mafia Ridens. E la gente lo prende, lo legge e ghigna e poi lo compra!
Basta questo post dell'editore, Enrico Flaccovio, con un tag all'autore, Raimondo Moncada, a scatenare i "mi piace" su Facebook
E l'autore, colto di sorpresa dall'inaspettato messaggio e da cotanta condivisione di gioia, a rispondere all'astag di accompagnamento dell'editore che ne ha curato in ogni minuto dettaglio le varie fasi della pubblicazione: #satisfescion
A corredare il post, una foto scattata dallo stesso Enrico Flaccovio dove ci sono altre immagini come la seguente. 



"Mafia Ridens al Salone del Libro di Torino, edizione 2015 - risponde Raimondo Moncada -. L'ennesima dimostrazione che è internazionale. La Sicilia che sa anche prendersi in giro con amarissima autoironia. Sempre vivi ed eterni. Grazie a Dario Flaccovio Editore"
Ed è davvero una grande soddisfazione essere presenti a questa manifestazione, che ospita il meglio dell'editoria italiana e internazionale. 
"Prendo il primo carretto siciliano e vengo, Enrico -  annuncia al mondo l'autore sul proprio profilo Facebook -. Perderò un po' di tempo sulla Palermo-Catania. Ma arriverò al Salone del Libro di Torino. Prima o poi"
Moncada non si limita a questa interazione. Leggiamo altre risposte a chi si complimenta
"Grazie, amici. Stiamo sbancando il Salone del Libro di Torino. Ora cominciamo a dare seriamente fastidio ai grandi"
Enrico Flaccovio aggiunge una piacevole e sentita chiosa a conclusione del suo intervento da Torino: "Grazie a te, Raimondo. Lavorare al libro è stato uno spasso". 

Tratto dal sito www.mafiaridens.blogspot.it 

lunedì 11 maggio 2015

Malgrado Tutto, una "strada lunga" di informazione e cultura

Per il secondo anno consecutivo Gioacchino Lonobile si aggiudica il concorso “Il tuo racconto per Malgrado tutto”. Sul podio Eva Di Betta e Daniela Cavone (secondi, ex aequo) e Raimondo Moncada (terzo). 
A scegliere i finalisti una giuria composta dagli scrittori Gaetano Savatteri (presidente) e Carmelo Sardo, dal critico letterario Salvatore Ferlita, dai giornalisti Giancarlo Macaluso e Gero Miccichè, dalla docente di lettere Agata Gueli, dalla redazione di Malgrado tutto e dal segretario del premio Paolo Terrana. La cerimonia di premiazione si è svolta ieri sera a Casa Sanfilippo, sede del Parco Archeologico che ha ospitato l’evento, con allo sfondo lo scenario della Valle dei Templi e una grande presenza di pubblico.
Gioacchino Lonobile è stato premiato per il racconto “Il barone La Lomia. Aspettando gli sciacalli”; Eva Di Betta per “Burattini d’erba”; Daniela Cavone per "Profumo di limoni e di lavanda"; Raimondo Moncada per “La torta la vuole come dice lei”.   
Il tema scelto per questa seconda edizione de “Il tuo racconto per Malgrado Tutto 2015” è stato “la strada lunga”, ispirato al titolo del libro dello scrittore Giuseppe Bonaviri Il sarto della stradalunga. I tre racconti sono stati pubblicati in un volume, curato da Gigi Restivo, assieme ad altri ritenuti meritevoli di menzione o di segnalazione.
Questo l’elenco degli autori che hanno partecipato al concorso, così come riportato nel sito del giornale: Maurizio Alferi, Brigida Bellomo, Daniela Cavone, Eva Di Betta, Antonio Fragapane, Viviana Giglia, Salvatore Indelicato, Giusy Infantino, Nadia Levato, Gioacchino Lonobile, Angela Mancuso, Donatella Marinello, Emilia Merenda, Raimondo Moncada, Graziella Pecoraro, Ester Rizzo Licata, Amedeo Rubino, Roberto Salvo, Valeria Salvo.
La cerimonia di premiazione del concorso è stata inserita all’interno di una manifestazione durante la quale la testata Malgrado Tutto, diretta da Egidio Terrana, ha festeggiato i suoi trentacinque anni di vita e un milione di visualizzazioni in un anno al sito internet. 
La serata è stata condotta da Valeria Iannuzzo, con interventi artistici di Nenè Sciortino, Luigi Amico, i Dioscuri e Lia Rocco.
La manifestazione si è aperta con una conversazione di Gaetano Savatteri con lo chef Pino Cuttaia, eccellenza siciliana, che ha presentato il suo libro di ricordi, ricette, immagini e sapori Per le scale di Sicilia. 
Contributi video dei giornalisti Carmelo Sardo e Luigi Galluzzo, del leader dei Tinturia Lello Analfino. 
Giancarlo Macaluso e Gaetano Savatteri hanno ricordato i 35 anni della storia del giornale, una lunga storia di informazione e cultura, nata a Racalmuto. Presenti a Casa Sanfilippo tanti collaboratori del giornale, tutti attorno al direttore Egidio Terrana che ha voluto ringraziare quanti hanno contribuito negli anni all’affermazione della testata.


Chiusura affidata al giornalista Felice Cavallaro che ha lanciato un appello a valorizzare al massimo le nostre risorse d’arte e di cultura.

iliubo

tratto dal blog www.iliubo.blogspot.it   

venerdì 8 maggio 2015

La ragione di chi ha ragione


Una cosa ho capito in questa mia prima o seconda esperienza di vita: ha sempre ragione chi ha ragione. 
Sembra ragionevole.
Per la verità, ho capito anche che ha ragione pure (pure) chi sostiene le proprie ragioni.
Una ragione, insomma, c'è sempre sotto ogni ragione e può non coincidere con la tua. E in quel momento scatta la ragione e non ragioni più.


Raimondo Moncada
www.raimondomoncada.blogspot.it 

Scrutare l'invisibile senza occhi e senza occhiali


Scrutare l'invisibile.
Senza occhi.
Non tutto è visibile.
Non tutto si vede con gli occhi in dotazione.
Certo, quattro occhi vedono meglio di due.
Ma otto occhi non vedono meglio di niente.
Neanche gli occhiali ti aiutano.
Non c'è niente né da ingrandire né da rimpicciolire.
Niente.
È invisibile.
Non si vede.
Nulla.
Silenzio.
Un soffio.
Il respiro.
La vita.
Niente da spiegare.
Niente da dire.
Ho detto già abbastanza, per non dire.


Raimondo Moncada 
www.raimondomoncada.blogspot.it 

sabato 2 maggio 2015

Come utilizzare a fin di bene la forza distruttrice dei Black-bloc

Ogni volta la stessa storia. Si infiltrano in un corteo di protesta pacifico e incendiano, distruggono, tutto ciò che incontrano: negozi, banche, auto di semplici cittadini. Con caschi, maschere antigas, spranghe e pietre attaccano pure le Forze dell'Ordine.
Non basta la protesta, legittima, per esprimere il proprio dissenso. Bisogna rovinare la protesta e distruggere, devastare anche il negozio di chi sta per chiudere, dopo tanti sacrifici, perché l'economia non gira. Contro tutto ciò che rappresenta il sistema. 
I resoconti giornalistici si ripetono uguali in qualsiasi parte del mondo quando si parla di Black-bloc. A farne le spese, il Primo Maggio, la città di Milano nel giorno della grandiosa inaugurazione dell'Expò, con gli occhi di tutto il mondo puntati sull'Italia per l'inaugurazione dell'esposizione universale.
Un evento unico e straordinario, e a sentire le radiocronache anche un successo dopo tanto pessimismo.
Le immagini di distruzione a Milano hanno fatto il giro del mondo con una proliferazione di commenti di indignazione e di condanna in tutti i social.
Ma perché, ci si è chiesti, questi continuano incolpevolmente a seminare devastazione ovunque? Niente si può fare?
A questa domanda una risposta si potrebbe fornire. Dando seguito alle ultime ricerche psicologiche, nel campo delle neuro scienze, si potrebbe sfruttare a fin di bene una tale forza incontrollata, così come le conoscenze sulla bomba atomica sono state utilizzate per costruire centrali nucleari per produrre energia elettrica e accendere financo le lampadine dei cervelli.
Vediamo, dunque, di seguito, quelli che potrebbero essere alcuni ipotetici usi produttivi e con benefici collettivi della potenza mostrata dai Black-bloc riconosciuti universalmente in quanto presenti in tutto il pianeta.
1) Risolvere il problema dell'abusivismo edilizio. Si potrebbe dire che gli edifici costruiti senza licenza in tutto il territorio nazionale potrebbero essere ristrutturati per ospitare le delegazioni estere partecipanti a Expò;
2) Sgominare la mafia dell'immigrazione. Si potrebbe dire che i trafficanti di immigrati del nord Africa potrebbero diventare futuri organizzatori di Expò;
3) Risolvere il problema delle discariche di rifiuti in Sicilia. Si potrebbe dire che l’immondizia in eccesso potrebbero essere conservata per costruire future Expò;
4) Rottamare il vecchio parco auto delle forze di polizia. Si potrebbe dire che i veicoli di polizia e carabinieri potrebbero essere riciclati per il trasporto dei visitatori di Expò;
5) Ristrutturare ex novo la via commerciale di una metropoli. Si potrebbe dire che, rinnovata, la strada sarà messa al servizio della nuova Expò;
6) Smantellare senza costi aggiuntivi le costruzioni provvisorie di Expò alla fine dell'esposizione. Al termine di Expò, si potrebbe annunciare che i padiglioni temporanei saranno utilizzati per una esposizione permanente.
7) Annientare il terrorismo fondamentalista internazionale. Dire che i capi dell'Isis avrebbero il desiderio di prenotare un padiglione all'Expò per mettersi in mostra.

Avvertenza: ogni volta si dovrà organizzare una manifestazione pacifica di protesta nel luogo interessato.

Raimondo Moncada



La foto è tratta dal foto-racconto di Repubblica sugli eventi di Milano
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